Cosa devi fare?

Per chi vive in una regione dove esiste uno screening organizzato, la popolazione femminile in età di screening viene invitata ogni tre anni dalla ASL, con lettera personalizzata, a recarsi presso le strutture pubbliche (ambulatori ospedalieri e consultori) per effettuare il “pap-test”. Nel caso la lettera non pervenga, è opportuno rivolgersi al medico di famiglia, al consultorio o direttamente al centro screening per chiedere un appuntamento per effettuare l’esame.

Il periodo migliore per effettuare  il pap-test è a metà ciclo; tuttavia, escluso il periodo mestruale, ogni altro giorno del mese va bene. Solitamente, nella lettera di convocazione ci sono alcuni consigli sui comportamenti da osservare prima del test. Ciò per garantire un’ottima qualità del preparato che facilita la lettura evitandone un’ eventuale ripetizione.
In linea generale, si dovrebbero evitare:

  • trattamenti locali o lavande a partire da almeno due giorni prima dell’esame
  • rapporti sessuali la notte prima dell’esame

Il pap-test consiste nel prelievo, con una spatola, di una piccola quantità di muco sulla cervice: per fare ciò, è necessario introdurre in vagina uno strumento chiamato speculum. Ciò non crea dolore sebbene, talora, possa provocare un certo fastidio, soprattutto se la donna è molto tesa.

Il materiale prelevato viene strisciato su un vetrino ed inviato in laboratorio per essere esaminato al microscopio da personale esperto. Viene redatto un referto e la risposta, a seconda del centro a cui ci si  rivolge, viene spedita per lettera  o ritirata  personalmente dalla donna presso la struttura o ambulatorio in cui  ha eseguito il prelievo. In caso di anormalità cellulari, viene indicato il centro di riferimento di 2° livello a cui rivolgersi per gli ulteriori accertamenti e controlli.